Capitolato pavimentazione palestra: guida tecnica alla scelta

Planimetria delle aree palestra, campioni di pavimentazione e attrezzatura per la specifica tecnica

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come cambia un progetto quando la pavimentazione si sceglie prima

Dalla mappatura delle zone funzionali alla specifica di capitolato: tutto quello che serve per progettare correttamente una palestra con pavimentazione in gomma riciclata, in un unico riferimento.

Nella maggior parte dei progetti di palestre, la pavimentazione viene scelta nelle ultime settimane, quando il budget è già compresso e il programma non ammette ripensamenti. Il risultato lo conoscono in molti: un materiale scelto in fretta, una specifica generica lasciata all’interpretazione dell’installatore, e qualche mese dopo le prime telefonate del committente.

Eppure anticipare questa decisione di poche settimane cambia sostanzialmente il risultato. Consente di differenziare i requisiti per zona, di inserire nel capitolato la documentazione giusta al primo colpo e di evitare sovra-costi da specifiche sbagliate o non conformità scoperte a lavori ultimati.

Questa guida affronta proprio questo: come impostare correttamente la scelta della pavimentazione palestra da parte dei progettisti, cosa considerare in fase di specifica e quali documenti richiedere per chiudere il progetto con la solidità che merita.


Parti dalla mappa, non dal prodotto

Una palestra non è uno spazio uniforme. È un insieme di aree con usi, sollecitazioni e criticità molto diverse tra loro. Per questo la pavimentazione non dovrebbe mai essere definita con una logica unica per tutto l’ambiente.

Il primo passaggio corretto è suddividere la palestra in zone funzionali. Anche una classificazione preliminare, tracciata in pianta in modo semplice, aiuta già a evitare molte scelte sbagliate.

Nella zona cardio e attività leggera prevalgono carichi distribuiti e utilizzo continuo. Qui contano soprattutto continuità della superficie, stabilità sotto i macchinari e resistenza all’usura quotidiana.

Nella zona functional, corsi e pesi medi la pavimentazione deve accompagnare attività variabili, spostamenti frequenti e possibili urti con piccoli attrezzi. Serve quindi un equilibrio corretto tra stabilità, comfort d’uso e capacità di assorbimento.

La zona pesi pesanti e bilancieri è la più critica. Qui non si parla soltanto di usura, ma di impatti ripetuti, carichi importanti e protezione del sottofondo. Una scelta sottodimensionata in quest’area si paga quasi sempre nel tempo.

Poi ci sono corridoi, percorsi interni e zone adiacenti alle vie di fuga, dove in alcuni contesti la reazione al fuoco diventa un requisito da presidiare in specifica.

Il punto è semplice: una buona progettazione non sceglie “la pavimentazione della palestra”, ma individua la soluzione più coerente per ogni zona.

Quale soluzione scegliere: prima la logica, poi il prodotto

Una delle domande più frequenti è: “Che spessore metto nella zona pesi?”. È una domanda comprensibile, ma arriva troppo presto. Prima dello spessore ci sono altre decisioni che condizionano la scelta e che, se affrontate nell’ordine sbagliato, portano facilmente a sovra-costi o a specifiche poco efficaci.

Nelle zone a traffico regolare, dove serve una superficie continua, la soluzione più razionale è spesso una pavimentazione in rotolo. ECO-GYM ROLL risponde bene a questo scenario: aiuta a mantenere continuità superficiale ed è adatto a spazi in cui non sono previsti impatti particolarmente gravosi.

Quando il progetto comprende aree con intensità d’uso diverse, oppure quando la possibilità di intervenire in modo localizzato nel tempo rappresenta un vantaggio reale, la piastra modulare è spesso la scelta più flessibile. ECO-GYM rientra in questa logica ed è adatto quando serve una soluzione tecnica versatile, capace di adattarsi a contesti d’uso differenti.

Quando si cerca una finitura superficiale più uniforme e più liscia, ECO-GYM TOP rappresenta l’alternativa naturale: mantiene la logica modulare di ECO-GYM, ma con una superficie più compatta e regolare grazie alla grana superfine del materiale superficiale.

Se invece il progetto attribuisce importanza anche alla geometria del modulo e all’impatto visivo della superficie, ECO-GYM TOP ESA può essere preso in considerazione come soluzione con una caratterizzazione formale più marcata. Anche in questo caso, però, l’estetica ha senso solo se resta coerente con l’uso reale dell’area.

Quando entra in gioco la reazione al fuoco, la logica cambia. Qui non si tratta più di confrontare soluzioni equivalenti, ma di specificare il prodotto corretto in funzione di un requisito preciso. Nelle versioni standard, le pavimentazioni in gomma riciclata hanno normalmente una classificazione di base, tipicamente Efl; quando il progetto richiede prestazioni superiori, occorre prevedere versioni specifiche con classificazioni migliorative. ECO-FLAME STOP GYM va considerato proprio in questa logica, cioè quando la classificazione di reazione al fuoco è un requisito progettuale esplicito.

Un punto fondamentale: non sostituisce il pavimento della struttura

Qui conviene essere molto chiari, perché è un punto tecnico spesso frainteso.

Nelle applicazioni normalmente previste per ambienti fitness, questa pavimentazione viene generalmente appoggiata su una superficie già finita, non sostituisce il pavimento della struttura e non è destinata, in quanto tale, a essere incorporata in modo permanente nell’opera. Il CPR definisce infatti “prodotto da costruzione” un prodotto immesso sul mercato per essere incorporato in modo permanente nelle opere di costruzione, con effetti sulla prestazione dell’opera stessa. La Commissione europea chiarisce inoltre che il concetto di construction product è legato proprio all’incorporazione permanente nell’opera.

Per questo, nelle configurazioni di impiego normalmente adottate per palestre e sale fitness, una pavimentazione amovibile posata in appoggio su supporto finito non rientra normalmente nella logica del prodotto da costruzione soggetto a DoP e marcatura CE ai sensi del CPR. La conseguenza pratica è importante: la valutazione documentale va impostata in modo coerente con questa destinazione d’uso, evitando richieste improprie e concentrandosi invece sulla documentazione davvero rilevante per il progetto.



Appalti pubblici e REMADE: quando conta davvero

Negli appalti pubblici, la sostenibilità del materiale non è un argomento decorativo. Se il contenuto di riciclato deve essere valorizzato e documentato, serve una base documentale solida.

La certificazione REMADE è utile proprio in questo contesto: lo schema è pensato per attestare il contenuto di riciclato dei prodotti ed è utilizzato come supporto documentale negli appalti pubblici e nel Green Public Procurement.

Per la gamma ECO-WELLNESS, il punto da chiarire bene è che non tutti i prodotti vanno presentati allo stesso modo. Alcuni prodotti, come ECO-GYM, ECO-GYM TOP ed ECO-GYM ROLL, sono certificati REMADE e presentano contenuti di materiale riciclato intorno al 90%. Le specifiche puntuali e i valori aggiornati vanno sempre verificati nelle pagine dei singoli prodotti.

In fase di specifica, ci sono tre aspetti pratici da non trascurare. Il primo è che la certificazione REMADE va richiesta in modo esplicito già nel flusso documentale della commessa. Il secondo è che, quando serve documentazione CAM, occorre verificare con precisione la variante di prodotto effettivamente compatibile con quella richiesta. Il terzo è che il contenuto di materiale riciclato documentato rappresenta un elemento concreto dell’offerta tecnica, non un semplice argomento commerciale.

La manutenzione va pensata prima, non dopo

Un errore piuttosto frequente è considerare la manutenzione come un tema del gestore e non del progettista. In realtà una pavimentazione può essere scelta correttamente e deteriorarsi in anticipo se nessuno ha trasmesso indicazioni minime di utilizzo.

Per questo è utile prevedere nel capitolato finale, o almeno nella documentazione di consegna, istruzioni essenziali ma chiare. Per la pulizia ordinaria è opportuno indicare l’uso di detergenti neutri compatibili con la gomma, evitando eccessi d’acqua e prodotti aggressivi. Per la pulizia periodica più intensa, vanno comunque mantenuti criteri compatibili con la superficie.

Ci sono poi tre categorie di prodotti da evitare: solventi, detergenti fortemente acidi o alcalini, prodotti a base di cera. Sono scelte che possono alterare la superficie e comprometterne il comportamento nel tempo.

Infine, vale la pena segnalare due avvertenze di durabilità: evitare il contatto con oggetti taglienti o appuntiti e chiarire che un’evoluzione cromatica nel tempo può essere una caratteristica naturale del materiale, non necessariamente un difetto.

Puoi approfondire il tema leggendo l’apposito articolo: Come pulire la pavimentazione in gomma della palestra

Come scrivere una specifica che regge

Una voce di capitolato come “pavimentazione in gomma riciclata per palestra” lascia troppo spazio all’interpretazione e non protegge davvero il progetto.

Una specifica più solida dovrebbe indicare, per ogni zona, almeno questi elementi: famiglia di prodotto prevista, eventuale variante, formato e spessore richiesti, modalità di posa, eventuale requisito di reazione al fuoco, eventuale richiesta di certificazione REMADE e documentazione tecnica da fornire.

Questo approccio rende il capitolato più leggibile, più controllabile in cantiere e più difendibile se la conformità della fornitura viene messa in discussione.

Campioni e documentazione tecnica: come richiederli in modo utile

Quando la palestra è ancora in fase di definizione, la scelta più prudente è verificare campioni fisici, finitura superficiale e documentazione tecnica prima di chiudere la specifica.

Per farlo in modo efficace bastano poche informazioni: zone di progetto, tipo di utilizzo previsto, eventuale requisito di reazione al fuoco ed eventuali richieste legate a REMADE.

Su questa base è possibile richiedere campioni pertinenti, schede tecniche aggiornate e la documentazione necessaria per completare la specifica in modo coerente con il progetto.

Progettare correttamente una palestra con pavimentazione in gomma riciclata significa fare una scelta meno generica e più ragionata. Vuol dire partire dalla mappa delle zone, valutare l’uso reale degli spazi, distinguere i requisiti davvero rilevanti e impostare una specifica che non lasci scoperti i punti essenziali.

Vuol dire anche chiarire un aspetto spesso trascurato: nelle applicazioni normalmente previste per il fitness, questa pavimentazione non sostituisce il pavimento della struttura, ma si configura come superficie tecnica amovibile appoggiata su supporto già finito. È da qui che discende anche il corretto approccio documentale.

Per approfondire caratteristiche, finiture e contenuto di materiale riciclato dei prodotti certificati REMADE, il riferimento corretto resta sempre la pagina del singolo prodotto.

Casei Eco-System produce pavimentazioni in gomma riciclata da pneumatici fuori uso da oltre 20 anni. Tutti i prodotti sono realizzati in Italia, certificati REMADE® e disponibili con documentazione tecnica verificata da laboratori accreditati.

FAQ: Pavimentazione in gomma riciclata per palestra

Qual è la migliore pavimentazione in gomma riciclata per una palestra?

Non esiste una soluzione migliore in assoluto, perché la scelta dipende dal tipo di attività svolta nelle diverse aree della palestra.

Una zona cardio, un’area functional o una sala pesi non hanno le stesse esigenze. Per questo la scelta corretta non parte dal prodotto, ma dalla funzione dello spazio e dai carichi previsti.

Meglio pavimentazione in gomma in rotolo o a piastre per palestra?

Dipende dal contesto di utilizzo.

La pavimentazione in rotolo è più adatta ad aree a traffico regolare e attività leggere, dove serve una superficie continua e uniforme. Le piastre modulari sono spesso preferibili nelle aree tecniche o soggette a carichi variabili, perché consentono maggiore flessibilità progettuale e una gestione più semplice per zone.

Che spessore deve avere il pavimento di una palestra?

Lo spessore è importante, ma non può essere scelto da solo.

Va definito in base al tipo di attività, ai carichi, alla frequenza di utilizzo, alla presenza di attrezzi pesanti e alle caratteristiche del supporto. In altre parole, non esiste uno spessore giusto valido per tutta la palestra.

La pavimentazione in gomma riciclata va bene per la sala pesi?

Sì, ma solo se scelta correttamente.

Le zone con bilancieri, carichi elevati o attività ad alto impatto richiedono una pavimentazione progettata per sopportare sollecitazioni importanti e proteggere il sottofondo. Una soluzione non adeguata può ridurre la durata del sistema e compromettere la funzionalità dello spazio nel tempo.

La pavimentazione in gomma riciclata è ignifuga?

In generale no, almeno non nelle versioni standard.

Le pavimentazioni in gomma riciclata standard hanno normalmente una classificazione di reazione al fuoco di livello base, tipicamente Efl. Questo significa che non sono pensate automaticamente per rispondere a requisiti antincendio più restrittivi. Quando il progetto richiede prestazioni superiori, è necessario prevedere prodotti specifici con classificazioni migliorative.

Quando serve una pavimentazione con classificazione di reazione al fuoco specifica?

Serve quando il progetto lo richiede espressamente, ad esempio per particolari ambienti o prescrizioni di capitolato.

In questi casi non basta indicare genericamente una pavimentazione in gomma riciclata. Occorre specificare il requisito di reazione al fuoco e verificare che il prodotto selezionato sia effettivamente adatto a soddisfarlo.

Tutte le pavimentazioni in gomma riciclata sono certificate REMADE?

No, non tutte.

Alcuni prodotti, come ECO-GYM, ECO-GYM TOP ed ECO-GYM ROLL, sono certificati REMADE e presentano contenuti di materiale riciclato intorno al 90%. Le specifiche puntuali e i valori aggiornati sono riportati nelle pagine dei singoli prodotti.

La certificazione REMADE è utile negli appalti pubblici?

Sì, è utile.

Negli appalti pubblici, quando il contenuto di materiale riciclato deve essere valorizzato e documentato, la certificazione REMADE rappresenta un elemento concreto da considerare già in fase di specifica. Proprio questo è uno dei suoi utilizzi dichiarati nel contesto del Green Public Procurement.

Cosa bisogna scrivere nel capitolato per una pavimentazione da palestra?

Una voce troppo generica non è sufficiente.

In un capitolato professionale è consigliabile indicare almeno destinazione d’uso dell’area, famiglia di prodotto prevista, modalità di posa, eventuali requisiti di reazione al fuoco ed eventuale richiesta di documentazione REMADE, oltre alla documentazione tecnica da consegnare.

La manutenzione della pavimentazione palestra va considerata già in fase di progetto?

Sì, perché la durabilità del sistema non dipende solo dal materiale scelto, ma anche dal modo in cui verrà gestito nel tempo.

Prevedere indicazioni minime di utilizzo e pulizia, oppure inserirle nella documentazione finale, aiuta a evitare usi impropri e deterioramenti dovuti a trattamenti non compatibili con il materiale.

Buon Natale 2025

Auguri di Buon Natale 2025 di Casei Eco-System con albero natalizio

volevamo augurarti

Rinnoviamo gli auguri, oltre che i materiali!

Il periodo natalizio è, per tutti, un momento di pausa. Ma è anche l’occasione per guardare al percorso fatto nel 2025 e riflettere su ciò che ci aspetta nel nuovo anno.

Da oltre vent’anni, in Casei Eco-System lavoriamo per trasformare la gomma riciclata in soluzioni concrete per lo sport, lo spazio urbano, la sicurezza e l’industria. Un impegno quotidiano che unisce sostenibilità, innovazione e visione industriale, con l’obiettivo di contribuire a uno sviluppo più responsabile e duraturo.

Con questo breve video vogliamo condividere i nostri auguri di buone feste e ringraziare clienti, partner e collaboratori che ci hanno accompagnato durante l’anno. Ogni progetto realizzato insieme rappresenta un passo avanti verso un modello produttivo più efficiente, attento all’ambiente e orientato al futuro.

Anche durante le festività, la nostra promessa di innovazione continua al servizio della qualità e della sostenibilità resta invariata. Il 2026 porterà nuove sfide, che affronteremo con la stessa passione e dedizione che da sempre ci contraddistinguono.

Auguriamo a voi e alle vostre famiglie un Natale sereno e un nuovo anno ricco di opportunità.

Buone feste da tutto il team Casei Eco-System



Informazioni operative – Festività 2025/2026

  • Spedizioni attive fino a venerdì 19 dicembre 2025, con ripresa dal 7 gennaio 2026
  • Uffici aperti il 22–23 e 29–30 dicembre 2025 con operatività ridotta
  • Ripresa della normale attività lavorativa dal 7 gennaio 2026

EN 71-3: Sicurezza chimica e materiali in gomma riciclata

Test EN 71-3 su gomma SBR riciclata per la sicurezza chimica

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La sicurezza chimica secondo la norma EN 71-3

La EN 71-3 definisce i limiti di migrazione degli elementi chimici potenzialmente pericolosi dai materiali che possono entrare in contatto con i bambini. Negli ultimi anni è diventata un riferimento anche per chi lavora con materiali polimerici e soluzioni riciclate, perché consente di dimostrare in modo chiaro che il prodotto rispetta criteri rigorosi di sicurezza chimica. Applicata alla gomma SBR riciclata, la norma offre un ulteriore livello di affidabilità, unendo l’attenzione alla sostenibilità con la verifica scientifica delle sostanze che possono effettivamente migrare dal materiale. Un approccio che risponde alle esigenze di progettisti, operatori del settore e gestori di ambienti sensibili, sempre più attenti alla qualità e alla trasparenza.

Che cos’è la EN 71-3 e perché è stata introdotta?

La EN 71-3 è una norma europea sviluppata dal CEN – European Committee for Standardization, progettata per valutare la quantità di elementi chimici che possono migrare da un materiale quando viene messo in contatto con un bambino.
L’esigenza nasce dalla consapevolezza che alcuni materiali potrebbero rilasciare metalli pesanti o altre sostanze in condizioni di uso reale, come saliva, sudore o umidità.

La norma non valuta il contenuto totale di una sostanza, ma solo ciò che può effettivamente migrare, come sottolineato dalla European Commission – Chemical Requirements for Toy Safety, che considera la EN 71-3 uno dei riferimenti più importanti per garantire la sicurezza dei materiali destinati all’infanzia.

Quali elementi chimici controlla la EN 71-3

Il test si concentra sulla migrazione di specifici metalli ed elementi potenzialmente tossici, tra cui:

  • Piombo (Pb) – neurotossico, limiti di migrazione estremamente bassi
  • Cadmio (Cd) – associato a danni renali e ossei, migrazione quasi nulla
  • Cromo (Cr III e Cr VI) – il Cr VI è altamente pericoloso
  • Arsenico (As) – cancerogeno, soglie rigidissime
  • Mercurio (Hg) – neurotossico, migrazione pressoché nulla
  • Selenio, bario, boro, antimonio, stagno e altri elementi – monitorati in base alla tossicità nota

I limiti sono stati sviluppati a partire da studi tossicologici e scenari realistici di esposizione ricostruiti dalla Commissione Europea.

A cosa serve concretamente il test

Il test EN 71-3 simula un contatto reale attraverso tre fasi:

  1. Immersione del materiale in una soluzione acida che replica la saliva.
  2. Analisi del liquido per misurare la quantità di ogni elemento migrato.
  3. Confronto con i limiti della norma per la categoria di materiale testata.

La metodologia ufficiale del CEN prevede condizioni standardizzate, così da garantire risultati ripetibili e comparabili.



Istituti di certificazione e laboratori accreditati

Le prove previste dalla EN 71-3 vengono eseguite esclusivamente da laboratori accreditati secondo la norma ISO/IEC 17025, in grado di garantire misurazioni affidabili e metodi conformi agli standard europei. Tra gli organismi internazionali che effettuano regolarmente questi test figurano enti come TÜV Rheinland e SGS, che applicano protocolli armonizzati e controlli di qualità rigorosi. Il ricorso a laboratori accreditati assicura risultati tracciabili e conformi alle procedure richieste dalla normativa europea.

Perché la EN 71-3 viene usata anche fuori dal settore dei giocattoli

Pur essendo obbligatoria solo per i giocattoli, la EN 71-3 è oggi ampiamente utilizzata come riferimento volontario per valutare la sicurezza chimica di materiali destinati a:

  • aree gioco e spazi per l’infanzia
  • scuole e asili
  • palestre e centri sportivi
  • ambienti pubblici ad alta frequentazione
  • prodotti riciclati utilizzati in contesti sensibili

Il motivo è semplice: offre un criterio oggettivo e trasparente per dimostrare l’assenza di rilascio significativo di sostanze indesiderate.

Perché è rilevante per la gomma SBR riciclata

La gomma SBR proveniente da pneumatici a fine vita (abbreviazione tecnica PFU) è impiegata in pavimentazioni tecniche come:

  • superfici antitrauma per aree gioco
  • pavimenti sportivi per uso indoor e outdoor
  • piastrelle tecniche modulari

In tutte queste applicazioni, i materiali possono venire toccati, calpestati, da bambini e adulti.

Per questo motivo, Casei Eco-System sottopone le principali miscele con cui i suoi prodotti in gomma riciclata SBR sono prodotti al test di migrazione della EN 71-3, garantendo che la migrazione degli elementi controllati sia al di sotto dei limiti ammessi.

Ne deriva un materiale riciclato, conforme alla normativa, che unisce:

  • sicurezza chimica verificata
  • sostenibilità ambientale
  • performance meccaniche elevate

Interpretare un rapporto di prova EN 71-3

Un rapporto EN 71-3 indica per ogni elemento:

  • valore misurato
  • limite massimo di migrazione
  • risultato: “pass” o “fail”

La conformità è ottenuta solo se tutti gli elementi risultano entro i limiti previsti.

Un vantaggio competitivo nel mercato B2B

Nel settore professionale, ciò che distingue realmente un materiale non è soltanto la sua prestazione o la sua capacità di durare nel tempo. Sempre più spesso entrano in gioco aspetti legati alla sicurezza chimica e alla conformità a standard riconosciuti, elementi che permettono di valutare un prodotto in modo più completo e affidabile. In questo contesto, la EN 71-3 rappresenta un valore aggiunto concreto: dimostra che il materiale è stato sottoposto a controlli rigorosi e risponde a criteri oggettivi di qualità, rafforzando così la credibilità delle soluzioni proposte e rendendole più facilmente adottabili in progetti tecnici e contesti professionali.

Applicazioni pratiche nei prodotti Casei Eco-System

Una parte significativa delle soluzioni oggi disponibili sul mercato viene valutata anche dal punto di vista chimico, e la EN 71-3 costituisce uno dei riferimenti più solidi per questo tipo di verifica. Nel nostro caso, diversi prodotti in gomma SBR riciclata sono stati sottoposti ai test previsti dalla norma presso laboratori accreditati, confermando valori di migrazione ampiamente entro i limiti stabiliti. Questi risultati offrono un ulteriore livello di sicurezza a progettisti e operatori del settore, che possono contare su materiali già controllati secondo un metodo riconosciuto a livello europeo.

Parco giochi esterno con pavimentazione antitrauma in gomma

ECO-FUN

Pavimentazioni antitrauma per parchi gioco. Soluzioni pensate per spazi frequentati da bambini, dove la sicurezza chimica è una priorità.

Bilanciere olimpionico con dischi ECO-BUMPER su pavimento gommato

ECO-WELLNESS

Pavimentazioni sportive, ideali per palestre, centri sportivi e spazi polifunzionali ad alta frequentazione.

FAQ – Domande frequenti sulla EN 71-3

La EN 71-3 è obbligatoria anche per i materiali riciclati?

No. La norma è obbligatoria solo per i giocattoli, ma viene utilizzata volontariamente anche in altri settori per garantire un livello più elevato di sicurezza chimica, soprattutto quando i materiali sono destinati a scuole, aree gioco o ambienti sensibili.

Perché la EN 71-3 valuta la migrazione e non la composizione totale?

Perché ciò che conta ai fini della sicurezza non è la presenza totale di una sostanza nel materiale, ma la quantità che può effettivamente migrare in condizioni di uso reale. Questo principio è sottolineato anche dalla European Commission nella sezione dedicata alla sicurezza chimica dei prodotti per l’infanzia.

Quali materiali sono soggetti ai limiti più restrittivi?

I materiali solidi non friabili, come la gomma vulcanizzata, sono sottoposti ai limiti più severi. La norma distingue infatti tre categorie in base al comportamento del materiale e al suo potenziale contatto con il bambino.

Chi può eseguire il test EN 71-3?

Il test può essere eseguito solo da laboratori accreditati secondo ISO/IEC 17025, come TÜV Rheinland e SGS, che rispettano protocolli armonizzati e metodi di analisi conformi alla legislazione europea.

Per quanto tempo è valido un test EN 71-3?

La validità resta invariata finché non cambiano la formulazione del materiale, il processo produttivo o i fornitori delle materie prime. Eventuali modifiche richiedono una nuova valutazione.

Il rispetto della EN 71-3 è utile anche per prodotti non destinati ai bambini?

Sì. Molti produttori applicano la EN 71-3 anche ad articoli non classificati come giocattoli per dimostrare un elevato livello di sicurezza chimica e aumentare la trasparenza verso progettisti e operatori.

Legambiente porta i Cantieri della Transizione Ecologica nello stabilimento Casei Eco-System

XXXVI Tappa dei Cantieri della Transizione Ecologica di Legambiente

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Riciclo gomma SBR: la trasformazione industriale di Casei Eco-System
al centro della XXXVI tappa dei Cantieri della Transizione Ecologica

La XXXVI tappa dei Cantieri della Transizione Ecologica ha preso vita ieri all’interno del nostro stabilimento di Molino dei Torti, trasformando una normale giornata di lavoro in un momento di confronto, racconto e valorizzazione di ciò che avviene quotidianamente tra le nostre linee produttive. Gli ospiti sono stati accolti fin dal mattino nei nostri spazi, dove la visita all’impianto è iniziata accompagnandoli passo dopo passo attraverso i reparti: dalla miscelazione del granulo SBR riciclato alle fasi di pressatura, vulcanizzazione e rifinitura, fino ai controlli qualità che definiscono l’affidabilità dei nostri prodotti.

L’atmosfera, sin dai primi istanti, è stata quella delle grandi occasioni. Il percorso guidato ha permesso ai visitatori di osservare da vicino il cuore dell’azienda, mostrando come la trasformazione industriale della gomma riciclata richieda precisione, investimenti, competenze specializzate e un’organizzazione attenta a ogni dettaglio. La presenza di giornalisti, fotografi e troupe televisive ha aggiunto un ulteriore livello di interesse, permettendo di valorizzare attraverso immagini e interviste quello che spesso rimane nascosto dietro il prodotto finito.

Legambiente intervista al Presidente Ciafani

Stefano Ciafani durante l’intervista nello stabilimento Casei Eco-System

Ecopneus intervista al Direttore Generale Carnimeo

Giuseppina Carnimeo di Ecopneus durante l’intervista

Casei Eco-System intervista all’Amministratore Ferramini

Marco Ferramini durante l’intervista sui Cantieri della Transizione Ecologica

Al termine del percorso, la giornata è proseguita con una conferenza stampa che ha visto gli interventi di Stefano Ciafani (Presidente nazionale di Legambiente), Giuseppina Carnimeo (Direttore Generale Ecopneus), Alice De Marco (Presidente Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta), Mario Campanella (Sindaco di Molino dei Torti) e Marco Ferramini (Amministratore Unico Casei Eco-System). Un momento di dialogo che ha messo in luce il valore della filiera e l’importanza della trasformazione industriale all’interno del percorso del riciclo. La mattinata si è poi conclusa con un rinfresco conviviale, dove si sono intrecciati commenti, impressioni e nuove idee, in un clima disteso che ha dato spazio alle relazioni.

Conferenza stampa dei Cantieri della Transizione Ecologica nello stabilimento Casei Eco-System

Casei Eco-System e il ruolo nella filiera PFU

Casei Eco-System non si occupa del recupero diretto degli pneumatici fuori uso, ma della fase successiva: la trasformazione del granulo SBR riciclato in prodotti tecnici destinati a numerosi settori. Il nostro core business è rappresentato dalle pavimentazioni in gomma, impiegate nel mondo dello sport — palestre, centri fitness, home gym e strutture scolastiche — ma anche nelle aree gioco e negli spazi ricreativi, dove sicurezza e assorbimento d’urto sono fondamentali. Accanto a queste soluzioni, stiamo sviluppando con grande successo il settore dei tappetini antiscivolo per il fissaggio del carico, utilizzati nei trasporti e nella logistica per migliorare la stabilità delle merci. Completano la gamma i prodotti dedicati all’edilizia e alle infrastrutture, che migliorano il comfort acustico e riducono vibrazioni e impatti, e le applicazioni per arredo urbano e sicurezza, pensate per rendere più funzionali e resistenti parchi, camminamenti e spazi pubblici. Ogni prodotto nasce da processi industriali consolidati e in continuo sviluppo, controlli qualità rigorosi e dall’esperienza del nostro team, il tutto per unire sostenibilità, performance, competitività e affidabilità nel tempo.

Rassegna stampa: l’evento attraverso le parole dei media

La giornata ha avuto un’ampia eco mediatica. Diverse testate locali, regionali e nazionali hanno dedicato articoli alla tappa, contribuendo a raccontare il valore dell’iniziativa e il ruolo industriale della nostra azienda. Ecco la lista di quanto è stato pubblicato per il momento (soggetta a variazioni future!):

Articolo di Legambiente sui Cantieri della Transizione Ecologica

Legambiente – “Riciclo e recupero di pneumatici fuori uso: l’impianto Casei Eco-System tra i ‘Cantieri della Transizione Ecologica’”
Il comunicato ufficiale che presenta la tappa e i suoi obiettivi.

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Articolo de Il Piccolo sulla visita a Casei Eco-System

Il Piccolo – “Casei Eco-System premiata da Legambiente”
Un approfondimento dettagliato sulla visita e sui processi produttivi dell’azienda.

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Articolo ANSA sul riciclo degli pneumatici nell’Alessandrino

ANSA – “Nell’Alessandrino culla del riciclo pneumatici usati”
Un contributo che inquadra la tappa nella filiera territoriale della gomma riciclata.

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Articolo di Alessandria24 sulla tappa nello stabilimento Casei Eco-System

Alessandria24 – “Tappa alla Casei Eco-System di Molino dei Torti”
Un approfondimento focalizzato sull’azienda e sul programma della giornata.

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Rassegna di EspansioneTV sui Cantieri della Transizione Ecologica

EspansioneTV – Raccolta contenuti
Sezione multimediale che aggrega articoli e servizi televisivi sul tema.

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Pavimenti in gomma per esterni: guida completa e vantaggi

Gomma per pavimenti esterni: come scegliere e installare

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gomma per esterni, tra scelte pratiche, posa e manutenzione.

Quando pensiamo a rivestire terrazzi o giardini, spesso vengono in mente legno, pietra o gres. Ma negli ultimi anni sempre più persone hanno scoperto una valida alternativa: i pavimenti in gomma per esterni.

Si tratta di superfici pratiche, sicure e versatili che trasformano spazi residenziali in ambienti da vivere ogni giorno. La gomma offre un comfort al passo che i materiali rigidi non hanno, riduce i rischi di scivolamento, resiste a sole, pioggia e gelo, e richiede pochissima manutenzione. In più offre una sensazione di isolamento, attenuando i nostri passi, che nessun’altra alternativa permette di ottenere.

In questa guida vedremo perché conviene scegliere la gomma, dove usarla al meglio, le tipologie più diffuse, consigli per installazione e manutenzione, con qualche dritta pratica su prodotti sviluppati da noi.

Perché scegliere la gomma per pavimenti esterni?

I motivi sono concreti e quotidiani:

  1. Sicurezza antiscivolo: la gomma mantiene aderenza anche da bagnata, limitando il rischio di cadute accidentali.
  2. Comfort: più elastica rispetto a piastrelle o cemento, camminarci è piacevole!
  3. Resistenza agli agenti atmosferici: non teme il gelo.
  4. Drenaggio naturale: molte soluzioni sono pensate per facilitare il deflusso dell’acqua.
  5. Posa rapida: piastre e rotoli si installano senza demolizioni né opere invasive, anche sopra la pavimentazione esistente.
  6. Manutenzione minima: basta acqua e “olio di gomito” per mantenerla pulita.

Dritta: in spazi residenziali polifunzionali come cortili o vialetti, piastre in gomma riciclata come ECO-PAV combinano resistenza e facilità di posa.

Area giochi condominiale

Area giochi condominiale con pavimentazione in gomma per esterni

Balcone con pavimentazione drenante

Balcone con rivestimento drenante in gomma per esterni

Dove usare la gomma negli spazi residenziali?

Terrazzi e balconi

Spesso sottovalutati, terrazzi e balconi diventano più accoglienti con una superficie che riduce il calore estivo e migliora l’isolamento.
Esempio: soluzioni drenanti come ECO-ROOF evitano ristagni e proteggono la guaina sottostante.

Giardini e vialetti

Il problema principale nei giardini è il fango dopo la pioggia. Con la gomma, i vialetti restano praticabili e sicuri.
Esempio: i moduli ECO-PAV permettono di pavimentare percorsi in modo stabile.

Aree wellness

Uno stile di vita sano e un occhio di riguardo per la propria forma fisica necessitano di uno spazio adeguato per la routine sportiva quotidiana.
Esempio: tappeti drenanti come ECO-GYM o ECO-GYM TOP sono sviluppati proprio per impieghi sportivi.

Aree gioco domestiche

I bambini hanno bisogno di superfici sicure e confortevoli. La giusta pavimentazione permette di giocare in sicurezza.
Esempio: le piastrelle ECO-SOFT sono pensate per spazi gioco all’aperto.

Home e garage gym

Molti trasformano garage e porticati in palestre domestiche. La gomma protegge il fondo e assorbe gli urti.
Esempio: i modelli ECO-GYM ed ECO-GYM TOP sono specifici per l’uso con attrezzi e pesi; per superfici ampie, i rotoli ECO-GYM ROLL riducono i giunti.

Come installare un pavimento in gomma

Un’installazione fatta bene ti evita problemi per anni. Prima di iniziare, verifica che lo spazio sia libero da ostacoli e che il fondo sia uniforme: il risultato finale dipende per l’80% dalla preparazione. Affidarsi a un professionista per una installazione “a regola d’arte” è sempre la soluzione consigliata! Ma se vuoi eseguire in autonomia il lavoro, procedi in questo modo:

Prepara il fondo

Il sottofondo dev’essere solido, piano e pulito. Su cemento o piastrelle rimuovi polvere, residui di colla, vernici o cere; su massetti freschi aspetta l’asciugatura completa. Se lavori su terra o ghiaia, realizza prima uno strato portante e livellato per evitare cedimenti. Un passaggio di aspirapolvere/soffiatura prima della posa fa la differenza.

Controlla le pendenze

L’acqua deve defluire verso griglie e pozzetti senza ristagni. Verifica il verso della pendenza (anche con un semplice secchio d’acqua) e non ostruire gli scarichi: quando tagli i moduli in corrispondenza delle griglie, lascia margine sufficiente per lo smaltimento.

Scegli la posa

  • A secco (appoggio libero) se l’area è riparata, di passaggio normale o se vuoi poter riaprire la superficie in futuro.
  • Con adesivo solo in aree di forte passaggio, rampe, zone ventose o dove servono fissaggi perimetrali. Applica l’adesivo adatto all’esterno seguendo i tempi di apertura indicati dal produttore.

Taglia con precisione

Usa un taglierino con lama nuova e una riga metallica: meglio più passaggi leggeri che un taglio unico e profondo. Avvicinati gradualmente a muri, colonne e scarichi per ottenere giunti puliti e combacianti. Su spessori importanti è preferibile ricorrere a strumenti di taglio motorizzati.

Rifinisci i bordi

Chiudi il perimetro con profili (come ECO-BORDER): riducono il rischio di inciampo, proteggono i bordi dei moduli e danno un aspetto più professionale.

Campo sportivo con protezione

Campo sportivo con pavimentazione protettiva in gomma

Parchetto giochi privato

Parco giochi privato con pavimentazione antitrauma in gomma

Manutenzione: semplice e veloce

La gomma richiede poche attenzioni, ma costanti. Un piano di cura leggero mantiene estetica e prestazioni nel tempo.

Pulizia ordinaria

Per lo sporco di tutti i giorni basta acqua e detergente neutro. Su sporchi “ostinati” usa una spazzola a setole morbide. Evita solventi aggressivi o candeggina: non servono e potrebbero opacizzare la superficie.

Residui organici

Foglie, terriccio e pollini trattengono umidità e lasciano aloni. Rimuovili regolarmente (soffiatore o scopa morbida), soprattutto dopo piogge e in autunno, per prevenire patine verdi e macchie.

Controllo periodico

Ogni cambio stagione fai un giro d’ispezione: verifica giunzioni, bordature e punti di passaggio. Se una piastra è molto usurata o danneggiata, sostituisci solo quella: è il vantaggio dei sistemi modulari.

Idropulitrice

Si può usare, ma a bassa pressione e mantenendo distanza dalla superficie. Procedi con passate uniformi, senza indugiare troppo sullo stesso punto per non sollevare i bordi.

Domande frequenti

Si può installare sopra un pavimento esistente?
Sì, purché il fondo sia stabile e regolare. ECO-ROOF, ad esempio, si posa facilmente anche su terrazzi piastrellati.

La gomma è sicura per i bambini?
Sì: le piastrelle ECO-SOFT sono nate proprio per ridurre i rischi nelle aree gioco.

Resiste a gelo e pioggia?
Sì: i pavimenti in gomma riciclata mantengono le prestazioni anche in climi rigidi e umidi.

Quanto dura un pavimento in gomma esterno?
Non è possibile dare una risposta precisa perché i fattori che influenzano la durata sono molti ma con manutenzione regolare, può durare parecchi anni senza perdere funzionalità.

La gomma per pavimenti esterni è una scelta moderna e intelligente: pratica, sicura e capace di trasformare terrazzi, giardini, piscine e aree gioco in spazi confortevoli e durevoli.

In sintesi:

Una soluzione semplice per rendere la tua casa più sicura, vivibile e sostenibile, con la qualità Made in Italy di Casei Eco-System.

EN 14877 Guida completa alla norma europea per le superfici sportive

Guida completa della norma EN 14877 relativa alle pavimentazioni sportive

Che cos’è la EN 14877:2013?

La EN 14877:2013 è la norma tecnica europea che definisce i requisiti prestazionali, di sicurezza e durabilità delle pavimentazioni sportive sintetiche per atletica leggera e aree polivalenti. Stabilisce criteri oggettivi per valutare materiali e sistemi multistrato, sia dal punto di vista delle performance sia sotto il profilo della tutela degli utenti.

Cosa richiede la norma EN 14877:2013?

La EN 14877:2013 prevede una serie di test rigorosi sui prodotti, tra cui:

  • Assorbimento d’urto: fondamentale per la sicurezza degli atleti.
  • Resistenza all’abrasione e agli spike: per garantire durata anche in condizioni di uso intenso.
  • Proprietà antiscivolo: verificate sia su superfici asciutte che bagnate, a tutela della sicurezza in ogni situazione.
  • Stabilità delle prestazioni: le superfici devono mantenere le loro caratteristiche anche dopo cicli di invecchiamento accelerato.

I materiali conformi vengono così riconosciuti per la loro affidabilità nel tempo, la qualità costruttiva e il comfort che offrono agli utilizzatori.

Assorbimento d’urto: perché è fondamentale?

L’assorbimento d’urto rappresenta la capacità della pavimentazione di “ammortizzare” l’impatto generato dal peso e dai movimenti degli atleti durante la corsa, il salto o altre attività. Questo parametro è fondamentale per la sicurezza e il benessere degli utilizzatori, perché riduce il rischio di traumi a livello articolare e muscolare.
Nelle superfici conformi alla EN 14877:2013, l’assorbimento d’urto viene misurato tramite test specifici, che simulano l’impatto reale di un atleta sulla pista. Un valore adeguato garantisce non solo la protezione fisica, ma anche un miglior comfort nell’utilizzo prolungato della superficie.

Cosa sono gli spike?

Quando si parla di superfici sportive, soprattutto per l’atletica leggera, è fondamentale valutare la resistenza all’abrasione e la resistenza agli spike.
Ma cosa si intende per “spike”? Nel linguaggio tecnico sportivo, gli spike sono le punte metalliche presenti sotto le scarpe da atletica, utilizzate dagli atleti per migliorare la trazione su piste e pedane. Queste punte, spesso molto affilate e resistenti, possono sottoporre la pavimentazione a sollecitazioni particolarmente intense e localizzate durante la corsa, il salto o lo sprint.

La resistenza agli spike misura quindi la capacità della superficie di sopportare nel tempo l’azione ripetuta delle punte senza subire danni significativi come forature, lacerazioni o usura accelerata. Una buona resistenza agli spike è fondamentale per mantenere integra la pavimentazione, garantire la sicurezza degli atleti e prolungare la vita utile dell’impianto sportivo.

In sintesi, i test di resistenza agli spike simulano l’uso reale delle scarpe chiodate sulle superfici di atletica, offrendo garanzie concrete sia in termini di durabilità che di performance.

Proprietà antiscivolo: sicurezza in ogni condizione

Le proprietà antiscivolo di una superficie sportiva sono essenziali per prevenire cadute e infortuni, soprattutto in discipline dove la velocità, i cambi di direzione e le condizioni meteorologiche possono aumentare il rischio di scivolamento.
Le norme EN 14877:2013 prevedono prove sia su superficie asciutta che bagnata, simulando pioggia o umidità, per assicurarsi che la pavimentazione mantenga sempre livelli di aderenza adeguati. Un buon valore di antiscivolo protegge tutti gli utilizzatori, dai professionisti agli studenti, in ogni situazione d’uso.

Stabilità delle prestazioni nel tempo: la prova dell’invecchiamento accelerato

Una superficie sportiva non deve solo essere performante appena installata, ma mantenere le sue caratteristiche nel tempo, anche dopo anni di utilizzo e di esposizione a sole, pioggia, gelo e sbalzi termici.
La stabilità delle prestazioni viene verificata tramite test di invecchiamento accelerato: il materiale viene sottoposto in laboratorio a condizioni ambientali estreme, dopodiché si valuta il risultato.
Solo le superfici che superano questi test vengono considerate veramente affidabili e durature secondo la EN 14877:2013.

Un esempio concreto: ECO-SPORT ROLL

ECO-SPORT ROLL è un sottofondo tecnico in gomma riciclata da PFU, progettato appositamente per l’impiego nelle piste d’atletica come primo strato del sistema multistrato “sandwich”. In questa configurazione, il rotolo viene installato su sottofondi rigidi e successivamente rivestito con resine poliuretaniche specifiche, formando la struttura completa della pavimentazione sportiva.
Per garantire la piena rispondenza ai requisiti della norma EN 14877:2013, ECO-SPORT ROLL viene sottoposto a tutti i test previsti dallo standard proprio all’interno di questo sistema composito, ovvero come componente chiave di una pista d’atletica realizzata secondo le tecniche costruttive più evolute.
Il superamento dei test certifica la sua efficacia in termini di performance, sicurezza e durabilità, rendendolo la scelta ideale per chi desidera un sottofondo affidabile e innovativo.
Questo prodotto, oltre a garantire performance e sicurezza, rappresenta anche una scelta sostenibile: su richiesta, può essere fornito con certificazione REMADE®, che attesta la presenza e la tracciabilità di materiale riciclato secondo criteri oggettivi, in linea con i Criteri Ambientali Minimi (CAM) richiesti nelle gare pubbliche e nel Green Public Procurement.

Vuoi saperne di più? Scopri ECO-SPORT ROLL e le sue applicazioni nelle piste d’atletica

Perché scegliere una superficie conforme alla EN 14877:2013?

Scegliere pavimentazioni che rispondono alla EN 14877:2013 significa affidarsi a soluzioni:

  • Testate per sicurezza e comfort,
  • Durature e performanti anche dopo anni di utilizzo,
  • Facilmente inseribili in capitolati tecnici pubblici e privati,
  • Attente alla sostenibilità, specie se certificate REMADE®.

FAQ – EN 14877:2013: domande frequenti

Che cos’è la norma EN 14877:2013?

È lo standard europeo che definisce le caratteristiche minime richieste per le superfici sportive sintetiche destinate principalmente all’atletica leggera.

In cosa consiste la conformità a EN 14877:2013?

La conformità viene accertata tramite test di laboratorio che valutano assorbimento d’urto, resistenza all’abrasione e agli spike, proprietà antiscivolo e mantenimento delle prestazioni dopo invecchiamento.

Quali sono i vantaggi per chi sceglie una superficie conforme a questa norma?

Maggiore sicurezza per gli utenti, durabilità comprovata, facilità di gestione nelle gare pubbliche e valorizzazione dell’impianto sportivo.

Che ruolo ha la sostenibilità nella scelta delle superfici sportive?

Scegliere prodotti come ECO-SPORT ROLL, in gomma riciclata e certificabile REMADE®, significa coniugare alte prestazioni tecniche con attenzione per l’ambiente e conformità ai CAM.

ECO-SPORT ROLL è conforme a EN 14877:2013?

Sì, ECO-SPORT ROLL è stato testato secondo i criteri della norma e ne rispetta tutti i requisiti previsti.

— FAQ Schema JSON-LD —

Indice:

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Applicazioni della gomma riciclata: innovazione sostenibile per il B2B

riciclo degli pneumatici e applicazioni della gomma riciclata

Pneumatici fuori uso: una sfida ambientale globale

Ogni anno, milioni di pneumatici arrivano a fine vita e vengono dismessi, generando un impatto ambientale considerevole. Questi rifiuti, se non gestiti correttamente, si accumulano in discariche o vengono abbandonati nell’ambiente, dove impiegano oltre un secolo per degradarsi (fonte: Plastic Free Onlus). In alcune condizioni estreme, si parla addirittura di 2.000 anni prima che un pneumatico si decomponga completamente (fonte: South Carolina Department of Natural Resources).

Nel frattempo, però, rilasciano progressivamente sostanze tossiche — metalli pesanti, idrocarburi e altri composti chimici — che inquinano il suolo, le falde acquifere e perfino l’atmosfera. È un fenomeno ancora troppo sottovalutato, ma che rappresenta una delle emergenze ambientali globali più persistenti.

Riciclo dei PFU: materiali recuperati e sostenibilità

Il riciclo dei PFU (Pneumatici Fuori Uso) rappresenta oggi un’alternativa concreta e sostenibile all’abbandono o all’incenerimento. In Italia, il consorzio Ecopneus ha sviluppato un modello virtuoso che consente di trasformare i pneumatici esausti in risorse utili per nuove filiere produttive.

Durante il processo di trattamento, si recuperano tre materiali principali:

  • Gomma (fino all’80%), sotto forma di granuli, polverini o gomma ciabattata
  • Acciaio, che viene riutilizzato nell’industria metallurgica
  • Fibre tessili, impiegate come materiale isolante o combustibile alternativo

Vantaggi tecnici della gomma riciclata per l’industria

La gomma riciclata è molto più di un semplice sottoprodotto. Grazie alle sue caratteristiche tecniche, si presta a una vasta gamma di applicazioni industriali e urbane. Le sue proprietà includono:

  • Elasticità: assorbe efficacemente gli urti, rendendola perfetta per pavimentazioni antitrauma, come quelle utilizzate in parchi o palestre
  • Resistenza agli agenti atmosferici: mantiene le prestazioni inalterate nel tempo, anche sotto pioggia, gelo o sole intenso
  • Isolamento acustico: riduce la trasmissione del rumore, migliorando il comfort in contesti urbani o produttivi
  • Capacità drenante: agevola il deflusso dell’acqua, evitando ristagni su superfici come piste ciclabili o aree pubbliche
  • Durabilità e manutenzione minima: un investimento che si ripaga nel tempo, sia in termini di sostenibilità che di costi operativi

Questo mix di caratteristiche tecniche e benefici economici rende la gomma riciclata una soluzione sempre più scelta da progettisti, imprese e pubbliche amministrazioni.

Applicazioni della gomma riciclata nei settori B2B

Le applicazioni della gomma riciclata sono sempre più diffuse e versatili, soprattutto nel mondo B2B. La sua adattabilità la rende ideale per ambienti ad alta usura o che richiedono specifiche tecniche avanzate. Ecco alcuni esempi concreti:

In tutti questi casi, la gomma riciclata rappresenta una scelta intelligente sia in termini ambientali che funzionali.

FAQ sulle applicazioni della gomma riciclata

Quali sono le principali applicazioni della gomma riciclata?

La gomma riciclata viene impiegata in parchi gioco, impianti sportivi, aree urbane, logistica industriale e prodotti tecnici su misura. È una soluzione versatile per molte esigenze nel settore B2B.

Quali vantaggi offre la gomma riciclata rispetto ad altri materiali?

Offre ottima elasticità, resistenza agli agenti atmosferici, isolamento acustico e capacità drenante. Inoltre, è ecologica, richiede poca manutenzione e consente un risparmio sui costi a lungo termine.

È possibile personalizzare le soluzioni in gomma riciclata?

Sì, molte aziende offrono soluzioni su misura, adattabili a esigenze specifiche in ambito industriale, urbano o logistico. La flessibilità progettuale è uno dei punti di forza della gomma riciclata.

Come viene riciclato un pneumatico fuori uso (PFU)?

Dopo la frantumazione, il pneumatico viene separato nei suoi componenti principali: gomma, acciaio e fibre tessili. Ogni materiale viene avviato a un processo di recupero specifico.

Quanta gomma si recupera da uno pneumatico?

In media, da uno pneumatico fuori uso si può recuperare fino all’80% di gomma. Questa viene trasformata in granuli, polveri o gomma ciabattata da riutilizzare in nuove applicazioni industriali.

Certificazione materiali riciclati: perché abbiamo scelto REMADE®

Certificazione dei materiali riciclati: perché Casei ha scelto REMADE

La certificazione materiali riciclati è oggi un requisito imprescindibile per entrare nei bandi pubblici e dimostrare la reale sostenibilità dei prodotti. Dal 6 dicembre 2022, con l’entrata in vigore del DM 23/06/2022, le autodichiarazioni non bastano più: serve il riconoscimento di un organismo terzo accreditato.
Per questo in Casei Eco-System abbiamo adottato REMADE®, uno schema di certificazione ambientale accreditato e riconosciuto dal Ministero dell’Ambiente come prova di conformità ai CAM.

REMADE®: la certificazione materiali riciclati riconosciuta dai CAM

REMADE® verifica, secondo la UNI CEI EN ISO/IEC 17065, la percentuale di materiale riciclato o sottoprodotto presente in un semilavorato o prodotto finito. L’attestato, rilasciato da ente terzo indipendente, è ufficialmente accettato per dimostrare la conformità ai Criteri Ambientali Minimi.

Vantaggi della certificazione materiali riciclati con REMADE®

  • Trasparenza sul contenuto riciclato e sulla provenienza delle materie prime.
  • Facilitazione dell’accesso alle gare pubbliche e al Green Public Procurement.
  • Maggiore credibilità commerciale verso clienti B2B e Pubblica Amministrazione.
  • Allineamento ai requisiti CAM applicabili attraverso una certificazione di terza parte.
Ciclo della gomma riciclata per pavimentazioni antitrauma

I nostri prodotti certificati REMADE®

Tutti realizzati in gomma riciclata da PFU con filiera tracciata:

Linea ECO-FUN

ECO-SOFT > piastre antitrauma per parchi gioco conformi alla EN1177Scopri i dettagli

Linea ECO-WELLNESS

ECO-GYM > Pavimentazione per palestre a grana media, in gomma riciclata Scopri i dettagli

ECO-GYM TOP > Pavimentazione per palestre a grana fine, in gomma riciclata Scopri i dettagli

ECO-GYM ROLL > Pavimentazione per palestre in rotoli Scopri i dettagli

ECO-SPORT ROLL > Sottofondo per piste d’atletica Scopri i dettagli

REMADE® e CAM: un legame diretto

REMADE® è lo strumento più affidabile per soddisfare le richieste dei CAM: certifica la quantità di riciclato, la tracciabilità di filiera e l’assenza di autodichiarazioni non verificate. Per un quadro normativo completo puoi leggere la nostra guida sui CAM e sulla certificazione materiali riciclati.

La storia di REMADE® e la nascita della Fondazione

Nato nel 2009 come ReMade in Italy, il marchio diventa nel 2013 il primo schema accreditato italiano per la certificazione materiali riciclati. Nel 2024, sotto l’egida di CONAI, si trasforma nella Fondazione ReMade® – Impresa Sociale, centro di competenza nazionale che assiste imprese e Pubblica Amministrazione nell’applicazione operativa del GPP e nella diffusione dell’economia circolare.

Abbiamo scelto REMADE® per offrire ai nostri clienti una garanzia ambientale solida, trasparente e riconosciuta. Nel mercato pubblico e nelle filiere edili sostenibili, la certificazione materiali riciclati non è più un optional: è un requisito di serietà professionale.

Maggiori dettagli sullo schema sono disponibili sul sito ufficiale remadeinitaly.it

FAQ – Certificazione materiali riciclati e REMADE®

Che cos’è la certificazione dei materiali riciclati?

È una verifica formale, rilasciata da un ente terzo accreditato, che attesta la percentuale di materiale riciclato contenuto in un prodotto, semilavorato o materia prima. Include anche la tracciabilità della filiera e la conformità ai requisiti ambientali richiesti, ad esempio dai CAM.

Chi può rilasciare una certificazione riconosciuta per i materiali riciclati?

Solo organismi terzi accreditati da enti come Accredia o equivalenti europei. REMADE® è uno schema di certificazione riconosciuto dal Ministero dell’Ambiente e accreditato ai sensi della norma UNI CEI EN ISO/IEC 17065.

La certificazione REMADE® è obbligatoria?

Non è obbligatoria in senso assoluto, ma diventa necessaria se si vuole partecipare a gare pubbliche che richiedono la conformità ai CAM. In questi casi, la certificazione REMADE® è uno degli strumenti riconosciuti per dimostrare il contenuto di materiale riciclato, al posto dell’autodichiarazione non più ammessa dal 6 dicembre 2022.

In cosa si differenzia REMADE® da altri schemi di certificazione?

REMADE® è uno schema multisettoriale, applicabile a diversi materiali (gomma, plastica, metalli, tessuti, ecc.), che garantisce trasparenza e tracciabilità dell’intero processo produttivo. È uno degli schemi più diffusi in Italia per la certificazione di prodotti destinati agli appalti pubblici.

Dove posso trovare l’elenco dei prodotti certificati REMADE®?

L’elenco aggiornato dei prodotti certificati REMADE® è disponibile sul sito ufficiale www.remade.it, nella sezione dedicata ai prodotti e aziende certificate.

Criteri Ambientali Minimi (CAM): guida pratica per appalti pubblici e materiali riciclati

Guida ai Criteri Ambientali Minimi per appalti pubblici e materiali riciclati

Quando si parla di appalti pubblici e sostenibilità ambientale, una delle richieste più frequenti che riceviamo nei nostri uffici è: «Avete la certificazione CAM?»

Una domanda ricorrente, ma che nasce da un malinteso: non esiste una vera e propria “certificazione CAM”. I Criteri Ambientali Minimi (CAM) non sono un attestato o un marchio, bensì un insieme di requisiti tecnici e ambientali stabiliti dalla normativa italiana per rendere più sostenibili le forniture pubbliche.

Per dimostrare la conformità ai CAM occorre presentare i mezzi di prova previsti dal criterio applicabile, che possono comprendere certificazioni rilasciate da organismi terzi accreditati. In questo articolo facciamo chiarezza su cosa sono i CAM, a quali settori si applicano e quali certificazioni possono documentare il contenuto di materiale riciclato.

Perché i Criteri Ambientali Minimi sono obbligatori negli appalti pubblici

L’articolo 57, comma 2, del D.Lgs. 36/2023 prevede l’inserimento delle specifiche tecniche e delle clausole contrattuali contenute nei CAM applicabili nella documentazione progettuale e di gara. Per il settore edilizio il riferimento è il DM 23 giugno 2022, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 183 del 6 agosto 2022.

  • Obiettivo: ridurre gli impatti ambientali lungo l’intero ciclo di vita dell’opera.
  • Campo d’azione: progettazione, nuove costruzioni, ristrutturazioni, manutenzioni e prodotti da costruzione, nei limiti definiti dal CAM applicabile.

Leggi il decreto nella Gazzetta Ufficiale
Consulta i CAM vigenti sul sito del MASE

Ambiti di applicazione dei CAM

I CAM sono adottati per diverse categorie di lavori, prodotti e servizi. Tra gli ambiti più rilevanti rientrano:

CategoriaEsempi di applicazione
EdiliziaPavimentazioni, membrane, isolanti e finiture
Arredo urbano e scolasticoPanchine, giochi e pavimentazioni antitrauma
Pulizia e igieneDetergenti e servizi di sanificazione
Verde pubblicoFornitura di piante e manutenzione delle aree verdi
ICT ed elettronicaComputer, stampanti e apparecchiature elettroniche
Energia e impiantiServizi energetici, climatizzazione e fonti rinnovabili
Infrastrutture stradaliProgettazione, costruzione e manutenzione di strade

Autodichiarazione e verifiche di conformità

Una semplice autodichiarazione del produttore non è sufficiente quando il CAM applicabile richiede una certificazione, un rapporto di prova o un’altra verifica rilasciata da un organismo di valutazione della conformità. La documentazione deve corrispondere esattamente al prodotto offerto e ai requisiti indicati nel capitolato.

  • Verificare quale CAM e quale specifico criterio si applicano alla fornitura.
  • Controllare i mezzi di prova ammessi dal decreto e dal capitolato.
  • Richiedere certificati e rapporti di prova in corso di validità, riferiti al prodotto proposto.
Percorso di conformità ai Criteri Ambientali Minimi: dalla richiesta alla certificazione

Certificazioni per dimostrare il contenuto di materiale riciclato

Il mezzo di prova deve essere scelto in base al CAM e al materiale interessato. Tra gli schemi citati nei diversi CAM o utilizzati per attestare il contenuto di riciclato rientrano:

SchemaAmbito indicativo
REMADE®Materiali e prodotti con contenuto di riciclato o sottoprodotti
Plastica Seconda Vita (PSV)Materie plastiche
CSI Recycled ContentMateriali plastici e compositi
Certificazioni equivalenti accreditateSecondo il materiale e il criterio CAM applicabile

Una delle certificazioni diffuse in Italia è REMADE®, che verifica la percentuale di materiale riciclato o di sottoprodotti e la tracciabilità della filiera. Per queste caratteristiche Casei Eco-System ha scelto questo schema per alcuni dei propri prodotti.

Consulta il sito ufficiale REMADE®

I nostri prodotti certificati REMADE®

Le due famiglie comprendono prodotti con percentuale di materiale riciclato verificata e tracciata. La conformità alla singola gara deve comunque essere valutata rispetto al CAM, al criterio e alla documentazione richiesta dal capitolato.

Parlare genericamente di “certificazione CAM” è quindi improprio. Chi partecipa a gare pubbliche o fornisce materiali alla Pubblica Amministrazione deve poter presentare documenti coerenti con il criterio applicabile e rilasciati dai soggetti previsti dal decreto.

Approfondisci la certificazione REMADE® scelta da Casei

FAQ sui Criteri Ambientali Minimi

Che cosa sono i CAM in breve?

Sono requisiti ambientali che le stazioni appaltanti devono integrare nella documentazione di gara quando esiste un CAM applicabile, secondo quanto previsto dal Codice dei contratti pubblici.

Quali prodotti devono rispettarli?

I prodotti, i lavori e i servizi compresi nelle categorie disciplinate dai decreti CAM, quando sono oggetto di una procedura pubblica alla quale il relativo criterio si applica.

L’autodichiarazione è sufficiente?

Non quando il criterio richiede una certificazione o un rapporto di prova di terza parte. Occorre verificare puntualmente i mezzi di prova ammessi dal CAM e dal capitolato.

Quale certificazione può essere utilizzata per la gomma riciclata?

REMADE® può attestare il contenuto di materiale riciclato o di sottoprodotti e la tracciabilità della filiera. La sua idoneità deve essere verificata rispetto allo specifico CAM e al requisito di gara.

Come verificare che un prodotto sia conforme?

È necessario controllare il certificato o il rapporto di prova in corso di validità, l’accreditamento dell’organismo, l’identificazione precisa del prodotto e la percentuale minima richiesta dal criterio applicabile.

Educazione motoria al Villaggio per la Terra: GiocaFiPe

Educazione motoria con GiocaFIPE al Villaggio per la Terra

Dal 18 al 22 aprile 2024, a Roma, al Villaggio per la Terra, bambini e ragazzi hanno partecipato ad attività di educazione motoria nell’ambito del progetto GiocaFIPE della Federazione Italiana Pesistica.

I giochi e le attività sportive si sono svolti su una pavimentazione in gomma riciclata fornita da Casei Eco-System, partner tecnico di Ecopneus.

Che cos’è GiocaFIPE?

GiocaFIPE è un progetto della Federazione Italiana Pesistica pensato per avvicinare bambini e ragazzi allo sport attraverso il gioco e l’educazione motoria.

Gli istruttori della Federazione guidano i partecipanti in percorsi motori, staffette, giochi di squadra e semplici esercizi che aiutano a sviluppare equilibrio, coordinazione e familiarità con il movimento.

Consulta la pagina ufficiale di GiocaFIPE

Sintesi del progetto GiocaFIPE

  • Nome del progetto: GiocaFIPE
  • Organizzatore: Federazione Italiana Pesistica
  • Partecipanti: bambini e ragazzi
  • Obiettivi: promuovere educazione motoria, divertimento e socializzazione
  • Attività: giochi sportivi, percorsi motori e staffette
  • Metodo: attività ludiche guidate da istruttori qualificati
  • Contesti: scuole, eventi pubblici e centri sportivi

L’importanza dell’educazione motoria

L’attività motoria svolta con regolarità contribuisce allo sviluppo fisico, mentale, cognitivo e sociale dei bambini. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, il movimento in età evolutiva può favorire:

  • la consapevolezza del proprio corpo e delle possibilità di movimento;
  • la coordinazione motoria, l’equilibrio e lo sviluppo muscolo-scheletrico;
  • la socializzazione, l’interazione e il rispetto delle regole;
  • il benessere psicologico e l’autostima;
  • l’attenzione, l’apprendimento e altre capacità cognitive.

Approfondisci su EpiCentro – Istituto Superiore di Sanità

Muoversi per stare bene: corpo e mente crescono insieme

L’attività motoria non coinvolge soltanto il corpo. Il movimento regolare può sostenere l’umore, ridurre lo stress e rafforzare l’autostima. Partecipare a giochi di gruppo, affrontare piccoli ostacoli nei percorsi o mettersi alla prova con esercizi nuovi aiuta i bambini a sviluppare fiducia e capacità di relazione.

Allestimento della pavimentazione per l’evento di educazione motoria GiocaFIPE
Allestimento della pavimentazione in gomma riciclata per le attività di educazione motoria.
Preparazione dell’area GiocaFIPE per le attività motorie dei bambini
L’area GiocaFIPE durante la preparazione dell’evento.

Un ambiente che stimola il movimento

La qualità dello spazio in cui si svolgono le attività contribuisce al comfort e alla libertà di movimento. Per GiocaFIPE è stata utilizzata una pavimentazione in gomma riciclata, progettata per offrire una superficie resiliente e adatta allo svolgimento delle attività previste.

La scelta di materiali provenienti dal recupero degli pneumatici fuori uso permette inoltre di affiancare all’esperienza sportiva un messaggio concreto di attenzione all’ambiente e all’economia circolare.

Pavimentazione in gomma riciclata per l’evento

Durante il Villaggio per la Terra, le attività di GiocaFIPE si sono svolte su una pavimentazione in gomma riciclata da pneumatici fuori uso, appartenente a una tipologia comunemente impiegata anche in palestre e centri fitness.

Il materiale unisce elasticità, resistenza e comfort durante l’attività motoria. La soluzione installata ha consentito di predisporre uno spazio funzionale ai giochi, ai percorsi e agli esercizi organizzati dalla Federazione.

Scopri la pavimentazione ECO-GYM

Un evento divertente e sostenibile

L’evento ha mostrato come educazione motoria e sostenibilità possano convivere nella stessa esperienza. I ragazzi sono stati coinvolti in attività dedicate al movimento, mentre l’impiego di una pavimentazione realizzata con gomma riciclata ha offerto l’occasione per avvicinare anche i più giovani ai temi del recupero dei materiali e del rispetto per l’ambiente.

La tappa al Villaggio per la Terra si inserisce nel percorso del progetto GiocaFIPE, nato per promuovere la pratica motoria e sportiva tra bambini e ragazzi.